giovedì, ottobre 29, 2009

"I read Playboy for the articles."

Da THP uno studio della Harvard Business School sulle motivazioni date dalle persone per giustificare un acquisto.
Oltre al titolo del documento cito Jackie Gleason, attore e showman statunitense, che diceva "c'è chi legge Playboy come potrebbe leggere il National Geographic: per vedere luoghi che non potrà mai visitare". Lo studio non lo dice, ma sono esentati dal giustificarsi tutti quelli che, oltre al prezzo del mensile, pagano qualcuno per strappare le pagine con le immagini.

mercoledì, ottobre 14, 2009

Paper mette knock-out Playstation, Wii e Xbox.

Videogioco è il titolo dell'ultimo spettacolare lavoro di Donato Sansone, videomaker nostrano di grande talento che farà molto parlare di sé. Tra i suoi lavori più belli vi segnalo anche sangiovannielettronico e lovecube, che potete vedere qui e qui.

VIDEOGiOCO -(loop-experiment)

donato sansone|MySpace Videos

martedì, giugno 23, 2009

Da oggi la parola del Signore ha le immagini dal satellite.

Un satellite impiccione che fotografa dall'alto i grandi momenti della cristianità, questo il significato dei quattro soggetti che compongono l'opera God's Eye View realizzata a Sidney da The Glue Society, ed esposta al Miami Art Fair. Di questo progetto Creative Review scrive: "Scenes from the Bible have been imagined by countless artists over the centuries, but never quite like this."
Sono ansioso di vedere altri key Biblical events immortalati da un obiettivo, ma intanto che aspetto scatta l'applauso per quelli realizzati (sotto).

1 - Mosè che divide le acque del Mar Rosso:


2 - Il giardino dell'Eden:


3 - La Crocifissione:


4 - L'Arca di Noè:

(Thanks to Andrea the Suv)

martedì, giugno 16, 2009

Lance come Forrest.



Il primo ha vinto 7 Tour de France, il secondo 6 Oscar. Run Forrest run (with Nike però is better).

domenica, giugno 07, 2009

Forse è un modo per contrastare le attricette di Silvio.


La politica italiana sembra aver scoperto il negative approach.

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mercoledì, giugno 03, 2009

"Ah Clint, ma che lasciamo a casa il protagonista?"


Così rispose Sergio Leone a Clint Eastwood quando, durante il loro primo incontro a Cinecittà, lo sconosciuto attore americano vedendosi mettere un sigaro in bocca disse al regista “Sergio, I don’t smoke”.

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domenica, maggio 10, 2009

Fai il test “Come sono visti gli italiani all’estero?”

Vista la recente epidemia di test che si è diffusa sui social network ho deciso anche io di farne uno, nel senso che il test è mio. La domanda è semplice, la tematica è vecchia che più vecchia non si può, il metodo invece è noioso anche per Porta a Porta: un sorta di descrizione della società attraverso la réclame (come direbbero in un centro anziani). Ma sì, non fatelo questo test. Al massimo vi perdete un raro spot di Bill Bernbach per il Maggiolino interamente recitato in italiano.

:: TEST – Come sono visti gli italiani all’estero? ::

Risposta A: Eliminata dall’autore per eccessiva ovvietà (La risposta A era “Zaino”. Perché chi può negare che fino a pochi anni fa gli italiani all’estero erano quelli con l'Invicta in spalla?).

Risposta B: Mafiosi e unti mangiaspaghetti.


Risposta C: Maestri della creatività e geni del design.


Risposta D: Cafoni di vario genere.


Ora ditemi:
- quale spot risponde meglio alla domanda del test;
- quale spot è assolutamente vero.

giovedì, marzo 12, 2009

Il promo più inutile di sempre.



Questo è il promo della Lamborghini Reventón. Un'automobile con le seguenti caratteristiche:
- 12 cilindri;
- 6,5 litri;
- 650 cavalli;
- oltre 340 Km/h;
- 0-100 in 3,4 secondi;
- 1.000.000 di euro (più tasse);
- ma soprattutto è stata costruita in 20 (e dico venti) esemplari, tutti venduti quando esisteva solamente la numero zero e le sue forme potevano solo essere annusate.

Secondo una logica commerciale sembrerebbe il promo più inutile di sempre. In realtà questa non è pubblicità, è la rappresentazione di una costosissima forma di poesia.

martedì, febbraio 24, 2009

Gioco il jolly.


Dopo l'uscita dell'ultimo Batman - The Dark Knight si sono sprecati i paragoni, e forse erano anche inevitabili, su quale Joker fosse più bello: quello di Jack Nicholson nel Batman di Tim Burton o quello del defunto premio Oscar Heath Ledger nel Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan? Io, da sfegatato fan del difensore di Gotham City, non so rispondere per due motivi precisi. Il primo è che li ritengo due mondi completamente diversi, entrambi bellissimi e magistralmente interpretati. Il secondo (e più importante) motivo è che la risposta non c’è perché la domanda è assolutamente sbagliata. Il paragone infatti doveva essere fatto, la foto lo testimonia, tra il nuovo Joker di Ledger e un altro splendido schizofrenico di Hollywood: Beetlejuice, lo spiritello porcello interpretato da Michael Keaton nel 1988 (guarda caso sempre diretto da Tim Burton). Ovvio che poi anche questo confronto avrebbe avuto i suoi limiti non potendo andare oltre trucco e costume dei protagonisti, sì perché criticare uno dei due sarebbe veramente da pazzi.

mercoledì, febbraio 11, 2009

Spaghetti in stop-motion.



Questo video* mi ha messo sete, vado a bere dalla cartuccia della stampante.


* 'Western Spaghetti' - Director: PES, “Honorable Mentions in Short Filmmaking”
al Sundance Film Festival 2009.

mercoledì, febbraio 04, 2009

La tetta no (ovvero: saltiamo i preliminari e andiamo subito al sodo).



Per una tettina di Janet Jackson avvistata fugacemente nel 2004 durante il Super Bowl si decise di mandare in differita (5 secondi) tutti i più grandi eventi trasmessi negli Stati Uniti.
L'altra sera durante la diretta dell'ultimo Super Bowl gli spettatori di Tucson (Arizona) hanno assistito a circa 30 secondi di film porno (sopra nella versione censurata) andati on air per errore al posto delle fasi finali della partita.
Conclusione: l'anno prossimo il Super Bowl sarà trasmesso come sempre, ma per non correre rischi manderanno in onda quello del 1984. Con tanto di spot Apple nel mezzo.

sabato, gennaio 24, 2009

Il primo romanzo di Jack Torrance.



Al prezzo base di 9 dollari è in vendita su blurb.com un libro che dall’inizio alla fine ripete sempre la stessa frase, per ottanta pagine non c’è scritto altro che 'All work and no play makes Jack a dull boy'. L’autore dello strano libro è Jack Torrance, e nel filmato sopra lo potete vedere proprio mentre lavora al suo romanzo. L’opera, si legge sulla quarta di copertina, venne scritta mentre Torrance faceva il guardiano invernale all’Overlook Hotel sulle montagne del Colorado.
L'idea di pubblicare questo libro è di un giovane artista newyorkese che risponde al nome di Phil Buehler, fino a ieri sconosciuto o quasi. E nella sua semplicità il libro di Mr. Buehler è talmente folle che probabilmente anche Mr. Grady se ne comprerebbe una copia.

giovedì, gennaio 08, 2009

Oppure una mattina di gennaio ti porto in ufficio con il motorino.



Giusto per ricordarmi di comprare il coprigambe per il mio scooter.
(I curiosi trovano qui il secondo soggetto della campagna NFLatino)

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mercoledì, dicembre 17, 2008

Se non sopporti gli insulti gratuiti, prendine uno al prezzo di un quotidiano.


Succedeva a metà degli anni novanta: succedeva di sfogliare un quotidiano inglese e di trovarsi davanti una pagina che diceva “Leggi qui, pezzo di merda”. Chi di voi, anche solo per un istante, non avrebbe reagito a quella pagina con un “Ma come si permette di offendermi in questo modo e di trattarmi così?!”. La risposta sarebbe arrivata leggendo le prime righe del fitto testo che circonda l’insulto: ti sta trattando come vengono trattate milioni di persone nel mondo, ti sta trattando come uno schiavo.
La campagna (Saatchi&Saatchi, copywriter Michael Campbell) era promossa dall’associazione internazionale anti-schiavitù. Credo che questa grande idea riuscì ad arrivare dritta alla pancia della gente, l'unica deviazione che fece fu in direzione Cannes per prendersi l'oro nel 1996.

giovedì, novembre 06, 2008

Trovare lavoro è già un lavoro.



Se è vero che il video-curriculum sta diventando il nuovo modo per entrare nel mercato del lavoro (questo si legge a proposito del sistema americano) non meravigliamoci che poi le porte delle aziende restino chiuse. Noiosi lungi filmati (tipo questo) in cui un laureando racconta ovvietà dovrebbero rappresentare un valore aggiunto? Mi chiedo chi sia quel genio che ha convinto qualcun altro dell’efficacia del video-cv. Forse il “Mario Rossi” del filmato sopra, facendogli il verso, è l’unico che ne ha capito le grandi potenzialità, che per ora sembrano essere esclusivamente comiche.
L’unico aspetto positivo di questo nuovo modo di proporsi è che se prima per trovare lavoro solo pochi potevano contare su una raccomandazione, da oggi tutti ne avranno una: quella di non fare mai un video-curriculum.

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giovedì, ottobre 30, 2008

Sì, però.



Il “però” è una specie di piccone. Un paio di sillabe che uniscono due parti di un periodo con un solo scopo: abbattere un avversario, un soggetto. Una piccola congiunzione che si insinua nel significato nemico come fosse un virus, infettandolo fino a farlo cadere. O almeno ci prova. Proprio come in questa bellissima poesia di Trilussa. Non a caso l’autore sceglie un “ometto”, anche lui piccolo tra una folla di centomila, come protagonista di questi versi che ci raccontano l’importanza della libertà d’opinione, e intitolati proprio ‘Però’. Versi letti da un fantastico Gigi Proietti e seguiti da un divertente sonetto sempre di Trilussa: ‘La sincerità nei comizi’, scritto nel 1920. Sì, però non rideteci troppo, è ancora tutto più o meno così.

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giovedì, ottobre 09, 2008

Tra noi è finita, dividiamoci.


"Si lasciano dopo 40 anni e segano la casa a metà". La realtà (qui la notizia) supera ancora una volta la fantasia: ma che meraviglioso ambient sarebbe stato per uno studio d'avvocati divorzisti?

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lunedì, ottobre 06, 2008

*


Se il mestiere del copywriter fosse diviso in categorie io apparterrei a quella di chi scrive, disegna, decora, sottolinea, cancella, sporca, scarabocchia, riscrive e alla fine, mai un secondo prima (spesso della riunione), trascrive su Word. È più forte di me, pensare davanti al monitor non mi viene, preferisco il foglio bianco. Senza rendermene conto mi ritrovo sommerso da pezzi di carta impregnati d’inchiostro nei quali spesso mi perdo l’idea buona, che abilmente si mimetizza tra centinaia di linee e lettere dello stesso colore (qui una campagna della BBH in cui mi rispecchio alla perfezione). Nonostante questa costante doppia ricerca dell’idea non cambio modo di fare, mi piace poter dosare le forze. Ero perfino convinto di sapere dominare una penna, certezza ridotta in briciole quando lo scorso fine settimana mi sono ritrovato tra le mani come regalo una splendida stilografica Montblanc. Un prezioso strumento di scrittura che mi ha messo soggezione anche solo caricare della sua cartuccia. Mentre scartavo la confezione e la tiravo fuori dal suo astuccio uno dei commenti dei presenti è stato: “Servirà per scrivere dei grandi titoli?”. A pensarci bene non credo che poterò mai questa penna in agenzia, il suo valore equivale alla mia sbadataggine. E a meno che l’idea non mi venga a casa, escludo che possa scrivere altri titoli oltre quello di questo post.

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mercoledì, settembre 24, 2008

La più bella non paga.


Un paio di estati fa il tormentone era "cosa diavolo avrà detto Materazzi a Zidane", questo autunno il dilemma è "cosa diavolo dire al poliziotto che ti becca con la lucciola". Le nuove norme che dovrebbero arginare il problema della prostituzione parlano chiaro: multe fino a 200 euro per chi viene sorpreso in flagrante a 'contattare' le ragazze. Sembrerebbe che nonostante le bizzarre scuse (un meccanico romano si è difeso con un: “Ahò, ma io che c’entro? So loro che ci stanno!”) molti dei fermati siano stati costretti a pagare. Ma se hanno pagato solo 'molti dei fermati' significa che qualcuno ha evitato il verbale. Allora chi ha la scusa migliore non paga? Se così fosse la pubblicità smetterebbe di essere l'unica mangiatoia per un copywriter. E, se ci pensate, il nostro lavoro non cambierebbe poi molto: resterebbe sporco, menzoniero e di dubbia utilità. Servirebbero frasi convincenti, spiazzanti e capaci di strappare un sorriso, il tutto senza offendere l'interlocutore. Praticamente quello che richiede qualsiasi brief.
In fondo anche questi sono clienti.

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sabato, settembre 20, 2008

Il sorpasso.

"Il grosso del traffico di internet gira intorno ai siti hard", questa affermazione la ripetevo a gran voce ogni volta che si parlava del web e dell'uso che gli utenti ne facevano. E dati alla mano mi veniva data sistematicamente ragione da scettici interlocutori. Ora dovrò rivedere i miei argomenti di conversazione in proposito visto che è successo quello che proprio non mi aspettavo: i siti a luci rosse hanno perso la loro leadership. Una ricerca condotta da tale Bill Tancer pubblicata sul suo nuovo libro 'Click: What Millions of People are Doing Online and Why It Matters' afferma che "dopo un decennio di dominio assoluto i siti a luci rosse hanno perso il loro primato: gli indirizzi hard in media hanno sempre meno visitatori e sono stati superati come numero di utenti dai social network". In altre parole farsi gli affari degli altri sta diventato lo sport nazionale ovunque.
Per qualche tempo ho deciso di restare fuori da questi social network, ero orgoglioso (questo vecchio post lo testimonia) di non farne parte. "Ho già un blog" mi dicevo, "questo è il mio modo mettermi sul web". Perché parlo al passato? Perché adesso vado subito a condividere il link di questo post sulla mia aggiornatissima bacheca di Facebook.

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venerdì, agosto 22, 2008

Riparazione finestre.


Lui: Alex Bogusky.
Il cliente: Microsoft.
Il testimonial: Jerry Seinfeld.
L'investimento: 300.000.000 di dollari.
Il nemico: Apple.
La missione: rendere cool Microsoft.
Lo slogan: "Windows, not walls".

La campagna parte il 4 settembre. Giusto in tempo per postare la notizia, e per godermi il duello.

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mercoledì, luglio 30, 2008

-8 a Pechino. +8000 a morte.


Mancano otto giorni all'inzio dei giochi olimpici e una notizia di oggi ci ricorda dove si svolgono: "Pechino conferma la censura, oscurati anche i siti Bbc e Amnesty". Per la precisione i siti vietati saranno:
- quelli critici verso il governo cinese;
- quelli che si occupano dei diritti umani;
- quelli delle organizzazioni tibetane in esilio;
- quelli di molti media stranieri (tra cui: Bbc, Deutsche Welle, Apple Daily e Liberty Times).
Sembrerà strano ma io me lo sentivo che sarebbe andata così.
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domenica, luglio 20, 2008

Fate presto, mi scappa una campagna.

"La notte tra il 15 e il 16 luglio le maggiori agenzie pubblicitarie milanesi, da Saatchi & Saatchi a Ogilvy, da Lowe Pirella a McCann-Erickson, sono state prese di mira da un’azione di guerrilla marketing. I creativi delle rispettive agenzie hanno trovato al loro ingresso in ufficio finti escrementi umani strategicamente posizionati sul marciapiede. La ‘merda’ era firmata ‘Unexpected ideas, unexpected couple. Produced by: Art & Copy’". Questa notizia è apparsa un paio di giorni fa sulle principali riviste di settore. L'iniziativa auto-promozionale sembrerebbe che a qualcuno non sia piaciuta (vedi commenti), mentre io ne condivido in pieno lo spirito provocatorio. Sotto c'è il video di tutta l'operazione e guardarlo mi ha ricordato la frase che un direttore creativo, non soddisfatto del lavoro presentato, una volta mi disse: "Dai, togliti quel dito dal culo e caca quest'idea". Prenderlo così alla lettera proprio non mi sembrava il caso.



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martedì, luglio 15, 2008

Un radio che vola alto.



Il radio è il parco giochi di un copywriter. Un posto unico dove possono accadere cose incredibili, come quando l'idea che ti è venuta ti fa fare un salto mortale su te stesso pur restando seduto. E cronometro alla mano si ripete, si ottimizza all'infinito per farlo stare in 20 o 30 (strettissimi) secondi. Poi si registra facendo fare ai doppiatori decine di incisioni e chiedendogli di immedesimarsi. Si condisce il tutto con qualche sound effects e... voilà! Il risultato assicurato è che non avrete mai e poi mai una registrazione tanto assurda quanto memorabile come quella che potete ascoltare sopra.

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giovedì, luglio 10, 2008

Questo mi piace.



E' il nuovo spot della Cadbury ideato dalla Fallon (la firma è sempre quella di Juan Cabral), gli stessi che hanno trionfato a Cannes con il Gorilla. E se lo scimmione non mi aveva convinto per niente questo invece mi piace. Il senso che ha, seppur laterale e apparentemente staccato dal prodotto, lo vedo chiaramente. Lo spot mi dice che "noi, indispensabili goffe macchine destinate a passare tutta la vita nel solito posto, dove tutti vanno di corsa per saltare su enormi apparecchi che ci sfrecciano accanto, davanti e pure di sopra, finalmente avremo la nostra rivincita dal sapore grandioso". Quello stesso sapore del cioccolato pubblicizzato. Bello, ci sta proprio tutto. E che dire della canzone dei Queen? E' un ottimo esempio di come la musica possa sostenere (quasi da sola) tutto il concept creativo. Insomma, in questo commercial musica e testo fanno, per ora, la parte del leone. Per il Grand Prix vedremo l'anno prossimo.

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martedì, luglio 08, 2008

Non prendertela, era solo una battuta.



Domenica scorsa sul campo di Wimbledon è stato scritto un pezzo di storia del tennis: Rafael Nadal ha spodestato Roger Federer. Nonostante il match sia stato avvincente e sorprendete nel risultato finale, niente (come mi ha ricordato un amico) potrà mai eguagliare quello che successe il 5 maggio 1989 sul centrale del Roland Garros. In campo scendevano Michael Chang e Ivan Lendl, in palio c’era l’accesso ai quarti di finale. Chang aveva solo 17 anni, corporatura minuta, poco abituato alla terra rossa e con tutti i pronostici contro. Oltre alle statistiche aveva contro anche Ivan Il Grande: una leggenda del tennis, numero uno del mondo, vincitore di tre edizioni del torneo parigino. L’inizio partita vede lo scontato dominio di Lendl che si porta due set a zero, poi qualcosa cambia. Chang vince il terzo set e, nonostante i crampi, riesce a spuntarla anche nel quarto. Quella che doveva essere una banale partita dall’esito scontato si è trasformata in un’aspra battaglia, incerta e bellissima. Ma i due episodi che avrebbero consegnato alla storia questo ottavo di finale sarebbero accaduti di lì a poco. È il quinto set, per la precisione siamo sul 4/3 Chang. Michael è al servizio, fa rimbalzare la pallina, poi guarda Lendl negli occhi e invece di cercare un ace serve da sotto. Negli annali del grande tennis una cosa così non si era mai vista. L’avversario incredulo prova ad attaccare scendendo sotto rete ma viene battuto da un lungolinea. Il pubblico non crede ai suoi occhi, grida e si schiaffeggia le mani per quasi un minuto. Lendl invece si rivolge al suo avversario con un gesto eloquente, “sei matto” gli mima. Il secondo clamoroso episodio accade sul match point per Chang che questa volta deve ricevere. Lendl, famoso per la sua solidità mentale, viene messo in crisi. Ha sbagliato il primo servizio, e mentre sta per servire la seconda palla vede Chang avanzare. Il piccolo avversario si porta avanti, si posiziona a ridosso della linea del servizio, è in mezzo al campo. Lendl si lamenta con l’arbitro. Il cino-americano, lì dove si trova, non avrebbe mai potuto rispondere alla battuta del numero uno del mondo. Non risponderà, non ce ne sarà bisogno, perché Lendl commetterà un doppio fallo che gli farà perdere la partita. Chang quell’anno vincerà il suo primo (e unico della carriera) torneo dello Slam. Per Lendl iniziò invece, lenta e inesorabile, la parabola discendente dai vertici delle classifiche ATP. E anche se dopo vinse altri tornei, quella battuta di Chang proprio non gli andò giù. Che dopo quel folle servizio invece di attaccare a rete doveva fare altro? Probabile. Forse per spiazzare il suo avversario era meglio fare l'unica cosa che si fa dopo una battuta originale, una bella risata.

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mercoledì, luglio 02, 2008

YouCannes

Il film che più mi è piaciuto tra quelli premiati con un leone è il Chocolate Man di Axe. Perché nel suo essere originale è giusto, nel suo essere giusto è divertente, nel suo essere divertente è perfetto per il prodotto, per il cliente, per il target, per i giurati di Cannes e perfino per la gente che della pubblicità se ne frega altamente (e questi ultimi sono parecchi). Poi metterci come musica la bellissima Sweet Touch of Love di Allen Toussaint è stato il tocco da maestro. Al contrario il Gorilla non mi fa ridere, non mi affascina e, se escludiamo la vittoria del GP, nemmeno mi sorprende. Okay, partiva in pole position visto il successo ottenuto in rete grazie alla sua assoluta originalità e nel sapersi distaccarsi da un brief. Ed è vero anche che esistono stupendi esempi di come spesso la bellezza di uno spot coincide con la sua elevata diffusione sul web. Ma spesso non è sempre. Chissà, magari le prossime giurie film dei festival di pubblicità sono destinate a sparire, rimpiazzate dalla pagina "All Time Most Viewed" di YouTube. Che succederebbe? Bè, con oltre 9o milioni di views (vale a dire uno dei più visti di sempre) c’è il rischio che possa sbancare Cannes anche un video come questo. Che poi meriterebbe davvero un premio io non l'ho mai detto. E ho sbagliato.

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sabato, giugno 21, 2008

Le primarie USA in sintesi.

Dopo essersi scontrati con tutti i mezzi, e su tutti i mezzi, Obama ha trionfato su Hillary. Su AdAge escono anche le pagelle su chi ha usato meglio cosa. Ma uno dei motivi della vittoria del senatore dell'Illinois appare chiaro nella clip. In una campagna elettorale come questa, che come non mai puntava tutto sul fattore mediatico, per la Clinton non c'era niente da fare, Obama usciva meglio in video. Ma soprattutto, in audio.



Il video l'ho scovato sul blog di Luca, che ringrazio per avermi fatto fare un sacco di risate.

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mercoledì, giugno 18, 2008

Italian Dream



Italian Dream è divertente e surreale. Italian Dream è il nuovo film di Sandro Baldoni. Italian Dream è un ottimo esempio di cinema indipendente.


Il film racconta la realtà di tutti noi, quella precarietà economica, di valori e di senso, che stiamo sperimentando nella vita di tutti i giorni. E' un film poco italiano. Non si prende sul serio eppure fa un discorso serio: è irridente, colorato, caustico, ma ha anche alcuni momenti di poesia. Sarà nelle sale da venerdì 27 giugno. Qui altre informazioni.

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lunedì, giugno 16, 2008

Art Directors Fight Club Italiano



Ecco il video in cui l'ADCI dichiara guerra. Il messaggio è chiarissimo: "cambiamo le cose, pensiamo in grande e soprattutto basta col tutti contro tutti". Si ritroveranno tutti contro? Speriamo di no.

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domenica, maggio 11, 2008

Young Creativity Award 2008


Dopo il grande successo della passata edizione, torna lo Young Creativity Award promosso da TP. Il bellissimo contest rivolto esclusivamente a giovani copywriter, art director, registi, web designer e graphic designer (purché under 31). L'unico festival pubblicitario che abbraccia apertamente lavori usciti o totalmente inventati.

Categorie: Stampa e Affissione; Spot e virali; Radio; Below the line; Packaging; Sito web; Campagna web; Ambient e Guerrilla; Sociale; Trash.

Deadline: 5 giugno 2008.

Purtroppo il sito e il blog della TP sono work in progress, e sia il bando sia la scheda di partecipazione non sono scaricabili da un link. Per averli bisogna scrivere agli instancabili organizzatori:

- Steve: cuorepubblicitario@gmail.com

- Gabriella: g.fiori@associazione-tp.it
- Tel.: 02.655841 – 335.6724461

Invito, chiunque voglia farlo, a diffondere la notizia.


Qui e qui trovate notizie sull'edizione 2007.

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sabato, febbraio 23, 2008

Made in a church.


KesselsKramer. Fino a qualche mese fa ignoravo totalmente l’esistenza di questa agenzia pubblicitaria con base ad Amsterdam. Diversa, ironica, creativa e in più unica nel vero senso della parola. La prova di quanto appena detto è la foto sopra che immortala la sede della KK: una chiesa sconsacrata arredata da galeone. Ma se non bastasse questo c'è da considerare l'uso che la KesselsKramer fa del web. Dunque, ricapitoliamo l’abc di internet. In rete un’azienda fa vedere chi è, cosa sa fare e cosa ha fatto, e in ogni caso è sempre, e ovviamente, il meglio. Quindi possiamo concludere che sul web “ci si mostra”, blogger compresi. Ecco, la KesselsKramer no, loro giocano a nascondino. Ogni volta che andrete sul loro sito ufficiale vi imbatterete in uno studio dentistico, oppure in un’agenzia di viaggi o nella homepage di un maldestro sceriffo. Ogni tanto (anche ogni giorno) il sito viene cambiato in qualcosa di assurdo, il più lontano possibile da un portfolio, una filosofia creativa o dei premi vinti. Insomma se volete trovarli dovrete cercali per vie traverse. Questo è la KesselsKramer. Ma è anche questo: 2 kilo. Così si chiama il book dei loro lavori che spesso sfoglio in agenzia. Trovate strano il nome? A dire il vero è forse la cosa più logica: 2 chili della loro migliore (stavolta sì) creatività, dove le pagine non sono numerate, no no, sono pesate. Dalla prima all’ultima pagina il loro ordine è tutto in grammi: tot peso tot pagina. Ecco come arrivare all’ultima di copertina. 2 chili esatti. Certo che se poi vi mettete a segnare con dei Post-it tutte le campagne più belle fa un po’ più di 2 chili. Ma come direbbe il mio salumiere: “Che faccio? Lascio?”.

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sabato, gennaio 19, 2008

Bobby Fischer



Ieri è morto Bobby Fischer. Molti di voi non sapranno nemmeno chi è, e chi lo conosce non troverà nessi con questo blog. Inutile cercarne, non ce ne sono. L’unico motivo che lo fa stare qui è la profonda ammirazione che provo nei confronti di questo personaggio, per Kasparov il più grande scacchista di sempre, per altri semplicemente un disbanded. Questo post è dedicato a lui, alla sua genialità e al suo modo di affrontare la vita. La sua storia entusiasma e sorprende come fosse scritta da un abile sceneggiatore di Hollywood, e non c’è bisogno di essere giocatori di scacchi per appassionarsene. E’ sufficiente avere pazienza e leggere, riga dopo riga, la cronaca della sua vita. E quando l’avrete fatto provate a raccontarla a chi non la conosce, lo stupore che leggerete negli occhi di chi vi ascolta vi ripagherà della fatica. Ne sono certo.

* Il video sopra (primo di cinque filmati) è la bellissima puntata dedicata a Fischer de "La storia siamo noi", andata in onda su Rai Tre dopo la sua morte.

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mercoledì, gennaio 09, 2008

Ancora un augurio


E anche la befana è passata. Più corretto dire andata. Perché contenti o scontenti i regali sono stati tutti scartati, qualche torrone ancora fa capolino dalla credenza e c'è anche chi conserva con cura coccarde e carte regalo. Non si sa mai, dovessimo ricordarci all'ultimo minuto di un compleanno dimenticato. Ma il 2008 ha una sorpresa ben più corposa da svelare. E sì, perché è entrato nel vivo il più grande show del pianeta: le presidenziali USA. Se poi ci mettiamo il fatto che è dal 1928 che né il presidente in carica, né il suo vice sono in corsa per la Casa Bianca la questione si fa davvero interessante. In più dobbiamo aggiungere convention stellari, budget simili al PIL di nazioni del terzo mondo e, da quest'anno, tanta tanta tecnologia. Noi ancora andiamo avanti (cioè indietro) con dibattiti blindati e cronometri alla mano manco fossimo a una corsa campestre, mentre loro, i candidati americani, fanno un confronto aperto su YouTube. Un altro mondo insomma, e una bella cosa. Però, c'è un però. Il fatto è che loro, sempre i politici americani, spesso davvero credono di essere su un altro mondo invece che su questo pianeta, che mi dicono essere di tutti. Ed è per questo che mi faccio un augurio in proposito. Un buon augurio, in nome di molti altri, e cioè che il prossimo Presidente riprenda in mano quanto prima gli accordi di Kyoto. Insomma, prima ancora di essere una donna, bianco oppure nero, spero che il prossimo presidente USA sia soprattutto verde.

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giovedì, dicembre 20, 2007

Utile per chi?

In questo periodo tutti o quasi si augurano di essere più buoni. L’affetto che trasuda da addobbi e pacchi natalizi fa venir voglia di sentirsi delle persone migliori. Che, ipocrisia a parte, non è malvagia come conseguenza. Solo che per riuscirci bisogna fare qualcosa. E una buona azione sarebbe l’ideale. Che per un creativo si chiama social campaign.
Mi rendo conto che pretendere tutto questo da dei pubblicitari è dura, specie se dobbiamo farlo attraverso il nostro lavoro. Dovremmo tradire quell’innato istinto mercenario che alberga in noi. Ora, va bene che ci alberga gratis, ma farla pagare proprio a chi vive situazioni drammatiche tutto è tranne che responsabile.
Il modo per capire se la nostra campagna sociale è una buona azione ce lo suggeriscono tre bellissimi annunci ideati dalla Giovanni+Draftfcb di Rio de Janeiro. Basta farsi una semplice domanda dopo aver realizzato la nostra creatura, guardandola attentamente chiedetevi: “è utile per chi?”. Create responsibly.


BODYCOPY: "Homeless and disable people are helping many advertising professionals to achieve success. Not mentioning the ones wounded in wars and the ones infected with AIDS, who are always giving a helping hand. But, isn’t it the other way around? Next time you have a brilliant idea for a starving nation, war refugees or AIDS victims ad, remember to ask yourself this: brilliant for whom?"

via AoTW

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giovedì, dicembre 13, 2007

Missione Natale



Dieci minuti. Per essere precisi 9 minuti e 55 secondi. Li avete? Lo spero. Skipper, Kowalski, Rico e Soldato sono i quattro pinguini del film Madagascar, qui protagonisti di un corto animato che li vede alle prese con una impegnativa missione natalizia. Guardarli all'opera è spettacolare, e se vi piace il genere sono imperdibili.
In altre parole questo video è uno vero spasso. In altre ancora è un augurio. Di buone feste.

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lunedì, dicembre 10, 2007

64 - 25 - 17


Sembrano numeri buoni per qualche giocata su chissà quale ruota del lotto. Provateci, magari son buoni davvero. Ora non vorrei deludervi dicendovi che non sono frutto di sogni o di complessi sistemi basati programmi statistici, ma la cosa bella è che se non siete dei liceali in erba cresciuti a pane e playstation questo terno secco vi ha già riempito di soddisfazioni:

- 64 è il modello del mitico Commodore;
- 25 sono gli anni che compie in questi giorni;
- 17 sono i milioni di pezzi che ha venduto nel mondo.

Jack Tramiel è il papà del Commodore 64 e qui c’è tutta la storia di come andarono le cose. Rendo omaggio alle nozze d’argento del C64 nel modo che conosco meglio: suggerendovi 3 campagne che contribuirono a lanciarlo sul mercato americano, francese e italiano.

Ripensare al Commodore 64 e agli innumerevoli joystick rotti per far correre più veloce l’atleta nei 100 mt piani mentre ho sul tavolo l'accattivante PlayStation Portable sembra preistoria.
Poi però ripenso alla mia Amiga 500, sempre Commodore ma di qualche anno dopo, dei primi anni novanta e di quanto fu rivoluzionaria grazie alla sua stupenda qualità grafica e alle innovative capacità multimediali. Guardando nuovamente la PSP mi rendo conto che 17 anni fa ,con l'Amiga, si andò davvero oltre. Cosa che non farò con questo post.

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mercoledì, novembre 28, 2007

Non è un caso



Grasse risate mi sono fatto con questo video, che pur prendendo in giro gli spot della recente campagna Apple "Mac&Pc" non sbaglia poi molto su quello che racconta. Solo che questo post non parla né delle tentacolari ambizioni megalomani di Steve Jobs né del recente buonismo filantropico di Bill Gates. Affronta tutt'altro. Parla del fatto che questo video è un errore, nel senso che l'ho trovato per sbaglio. In realtà non cercavo niente di particolare.
Ormai sta diventando un vizio: vado su YouTube, scrivo nella ricerca delle parole a caso e vedo cosa esce fuori. Clicco su qualche video correlato e ogni volta trovo qualcosa di interessante. Che mi piace e mi rivedo almeno un paio di volte. Detta così sembra una strana alchimia, ma in realtà ha un nome preciso: Serendipity. E io ci sguazzo. Voi no?

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giovedì, novembre 22, 2007

Io odio odiare da solo

Avete presente tutti quei social network in cui parlate di voi, invitate i vostri amici e descrivete amori e passioni? Quelli in cui postate foto, aprite un blog e vi fate un sacco di contatti. Che poi sono gli stessi che vi permettono di organizzare serate e conoscere tantissima gente simpatica, interessante, socievole e aperta. Bè, se ne fate anche parte questo post non può interessarvi. Dico davvero, non fa per voi.
Perché questo post parla sì di una community, ma diabolica. Hatebook. Un anti-social network che detesta MySpace e Facebook. Dove bisogna dar vita a degli hate-clan per detestare qualcosa (o qualcuno) insieme. Condividendo un odio comune e picconando in modo più o meno simpatico. Basta che lo si faccia in gruppo. Proprio come una brava e operosa community.

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martedì, novembre 20, 2007

Casini in corso

Problemi con i settaggi del blog. Spero di risolverli al più presto.