
E anche la befana è passata. Più corretto dire andata. Perché contenti o scontenti i regali sono stati tutti scartati, qualche torrone ancora fa capolino dalla credenza e c'è anche chi conserva con cura coccarde e carte regalo. Non si sa mai, dovessimo ricordarci all'ultimo minuto di un compleanno dimenticato. Ma il 2008 ha una sorpresa ben più corposa da svelare. E sì, perché è entrato nel vivo il più grande show del pianeta: le presidenziali USA. Se poi ci mettiamo il fatto che è dal 1928 che né il presidente in carica, né il suo vice sono in corsa per la Casa Bianca la questione si fa davvero interessante. In più dobbiamo aggiungere convention stellari, budget simili al PIL di nazioni del terzo mondo e, da quest'anno, tanta tanta tecnologia. Noi ancora andiamo avanti (cioè indietro) con
dibattiti blindati e cronometri alla mano manco fossimo a una corsa campestre, mentre loro, i candidati americani, fanno un confronto aperto su
YouTube. Un altro mondo insomma, e una bella cosa. Però, c'è un però. Il fatto è che loro, sempre i politici americani, spesso davvero credono di essere su un altro mondo invece che su questo pianeta, che mi dicono essere di tutti. Ed è per questo che mi faccio un augurio in proposito. Un buon augurio, in nome di molti altri, e cioè che il prossimo Presidente riprenda in mano quanto prima gli accordi di
Kyoto. Insomma, prima ancora di essere una donna, bianco oppure nero, spero che il prossimo presidente USA sia soprattutto verde.
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